Prima da allieva, e poi come insegnante, mi sono resa conto di quanto sia affascinante lo studio del Canto. Questo strumento, complesso e delicatissimo allo stesso tempo, risente tantissimo di ogni nostra emozione. Se ci facciamo caso, questo lo si vede anche mentre parliamo: se siamo tristi la voce si spezza, se siamo felici diventa più brillante e quando siamo arrabbiati il tono diventa più aspro e il volume si alza. Quando si comincia lo studio di questo strumento, credo che per prima cosa dobbiamo essere consapevoli di quanto mente e corpo siano estremamente collegati tra di loro, e quindi, tutto quello che si “pensa” e si “sente“, a modo suo lo “pensa” e lo “sente” anche il corpo, e se non si ha la giusta sensibilità, i nostri muscoli creano delle tensioni che, di conseguenza, vanno ad inficiare negativamente la voce.

Il percorso di studio del Canto, credo che aiuti quindi all’ascolto di noi stessi e a sviluppare quella sensibilità tale da aiutarci, non solo nello studio stesso della voce, ma anche nella vita di tutti i giorni, ad essere in grado di gestire, in completa armonia e serenità, le nostre emozioni.

Io, come insegnante, ho imparato che una delle prime cose da fare per l’allievo, è cercare di metterlo a proprio agio, creando in classe un ambiente “safe“, cioè libero e sicuro; un po’ come si fa a Teatro, dove tutto ciò che si dice e si fa, non è sottoposto a giudizio, ma è considerato solo libera espressione di sé.
Ovviamente, questa sensazione di “safe”, non la si raggiunge nell’immediato, ma inizialmente si deve creare una sorta di “rapporto di fiducia” , che solo grazie al tempo riesce a svilupparsi, ma che è anche variabile in base al carattere dell’allievo stesso: con un allievo estroverso e loquace, arriveremo sicuramente più in fretta a tale stato, rispetto che con un allievo timido e taciturno.
E questo è solo l’inizio del percorso! Capirete bene, quindi, di quanta sensibilità, credo, un insegnante debba avere al fine di poter aiutare l’allievo nel suo percorso di apprendimento. E questa sensibilità ero estremamente convinta di poterla avere soltanto in un rapporto dove Maestro e allievo si trovano nella stessa stanza, relazionandosi dal “vivo”.

Con la grave emergenza sanitaria e la conseguente quarantena “forzata” a causa del Coronavirus (quarantena che è stata, per me, molto fruttifera dal punto di vista creativo, ma di questo ne parlerò poi in un altro articolo :)), mi ha “costretto” a confrontarmi con le lezioni online, cosa che prima non avevo mai fatto.
E devo ammettere che ha funzionato e sta tutt’ora funzionando molto bene! Ho potuto notare con le lezioni in videochiamata come l’ allievo, in una zona di comfort come casa propria (il più delle volte nella propria camera da letto) riesca con molta facilità a sentirsi nello stato di “safe”, di conseguenza quindi il suo corpo è rilassato, senza tensioni, ed è così molto più veloce e semplice lavorare sullo strumento ottenendo così dei buoni e rapidi risultati.
Questo beneficio lo hanno vissuto tutti, soprattutto quegli allievi più introversi. Ho alcuni allievi che, dalla profonda timidezza, non riescono a cantare da soli con l’accompagnamento, e così mi chiedono esplicitamente di poter cantare insieme a loro, oppure con la canzone originale di sottofondo. Questi allievi, che all’inizio della quarantena si erano ovviamente dimostrati i più titubanti alle lezioni online per via proprio di questa particolarità caratteriale (qualità, a mio avviso, preziosissima, dal punto di vista musicale), hanno dimostrato profondi miglioramenti ed hanno acquistato quella sicurezza necessaria per poter cantare una canzone da soli dall’inizio alla fine.

Sempre durante la mia personale e affascinante esperienza di insegnamento online, altro aspetto, più tecnico, e, a parer mio, molto positivo, che sto osservando, è lo sviluppo della voce naturale “a cappella”, e cioè senza alcun tipo di accompagnamento, soprattutto durante la fase di riscaldamento vocale.
L’allenamento “a cappella” credo sia una pratica di sviluppo fondamentale per il cantante, al fine di acquisire quel tipo di ascolto su se stesso, di cui scrivevo prima e, quindi, arrivare ad avere, poi, maggiore consapevolezza sullo strumento.
L’uso di pianoforte e impianto microfono, strumentazione necessaria allo svolgimento della lezione dal “vivo”, è poi risultata superflua per lo svolgimento della lezione online, soprattutto in due aspetti fondamentali: innanzitutto, non tutti gli allievi possono permettersi l’acquisto di un impianto microfono; dopodiché, la connessione non è per tutti uguale, e, in base a molti fattori, può risultare più forte o più debole. Questo aspetto può portare alle volte a qualche ritardo di suono, e quindi a delle difficoltà nell’uso del pianoforte, che funge da accompagnamento, spesso in sincronia, soprattutto nella pratica del vocalizzo. Grazie a questi piccoli “impedimenti” ho sviluppato insieme ai miei allievi la pratica quindi dell’allenamento a cappella e questo ha portato un netto miglioramento dell’ascolto e, di conseguenza, dell’intonazione.

Carolina Bandini Artist