Due voci a confronto, due interpreti intramontabili che hanno influito tre generazioni

“Quanto mi sento fortunata! Sono cresciuta di musica: mio padre ha conquistato mia madre al suono della sua fisarmonica e dei suoi 45 giri che io e mio fratello ascoltavamo con tanta ammirazione da un mangiadischi portatile anni ’60. Ho sempre avuto un gran rispetto per questa meravigliosa arte e metto anima e corpo quando canto. Quel vibrare al risuono della mia voce, è qualcosa di sensazionale!” Monica Masini

Ho voluto cominciare così questo articolo, con un racconto di Monica mentre preparavamo la nostra oramai periodica trasmissione “Mercoledì da cantanti” su Mina Mazzini ed Ella Fitzgerald. Nel condividere con me questo suo prezioso ricordo ho pensato e riflettuto su quanto sia importante l’educazione alla musica nella vita. Quella sana educazione all’ascolto che solo i genitori sono in grado di dare nell’infanzia, e subito mi è venuto alla mente quel vecchio giradischi di mia madre. Quante note d’oro ho avuto la fortuna di sentire uscire da quelle casse, e come mi divertivo a scegliere, in quell’immensa libreria di vinili, quello che desideravo ascoltare in quel preciso momento. Quando partivamo per un lungo viaggio o per una vacanza al mare, tra i preparativi delle borse da portare, ce ne era una in particolare che non poteva certo mancare: la chiamavamo la valigia della musica. Era un trolley di medie dimensioni dove all’interno mettevamo uno stereo mangiacassette e lettore cd (stereo all’avanguardia per noi, nell’Italia degli anni ’90) e tantissimi cd e cassette dei più svariati generi musicali: dal jazz alla musica folk, dall’Opera alla musica popolare italiana, dalla sinfonica agli stornellatori fiorentini, dalla samba latina alla canzone popolare napoletana. Ogni disco, ogni album, per me rappresenta un preciso ricordo d’infanzia e di giovinezza, ma solo due voci sono state e, lo sono tutt’ora, continuativamente presenti come colonna sonora della mia vita. Sto parlando proprio di Ella Fitzgerald e Mina Mazzini.

Io e Monica facciamo parte di due generazioni diverse (per questo non smetterò mai di ringraziarla per tutto quello che sto apprendendo dalla sua esperienza e dal suo sapere musicale), ma allo stesso tempo, e seppur in modi diversi, abbiamo la stessa educazione Elliana & Miniana, come la chiamo io. Per entrambe il primo approccio a queste due artiste è stato di profondo ascolto sin dall’infanzia, e poi nella giovinezza. Monica ha avuto la fortuna di ascoltare quella Mina di Nessuno ti giuro, Sono come tu mi vuoi, La mente torna, Parole, nelle dirette di Studio 1, Canzonissima e Teatro 10 e, come lei stessa mi racconta, il Sabato sera le era permesso di rimanere alzata fino a tardi proprio per vedere ed ascoltare quella vocalità potente ed estesa all’inverosimile. Nei miei ricordi, Mina, era sempre con noi: era in macchina con Allora sì e Come mi vuoi, ci faceva compagnia nelle domeniche dopo pranzo con Le mille bolle blu e mi alleggeriva il cuore con Se telefonando e Un anno d’amore, nelle mie prime delusioni d’amore adolescenziali. Ho pianto mentre ascoltavo Adagio, Bugiardo ed incosciente, Ahi mi amor! Li avevamo tutti i dischi di Mina, che erano vere e proprie opere d’arte, con quelle particolarissime copertine che rappresentavano una Mina sempre diversa, sempre immensa.

Durante i preparativi per la trasmissione che è andata in diretta Facebook sulla pagina di Pontassieve Cultura, sotto la conduzione di Giacomo De Bastiani, che ringrazio come sempre per l’invito, lo scorso 24 Marzo (trovate il link per vederla a fine articolo), sono rimasta affascinata dal racconto di Monica su Ella Fitzgerald. Ella è stata per Monica una sorta di mentore e motivo per la quale ha voluto specializzarsi nel jazz. L’ho ascoltata con profondo interesse mentre raccontava di come, grazie ad Ella, è riuscita a misurarsi con Standard come The man I love, Love for Sale, Summertime, One note Samba e di come sia stata conquistata dallo Scat tipico Elliano, vorticoso e granitico, come Monica stessa definisce. Dal canto mio, che jazzista non sono, quando si parla di Jazz la prima cosa che mi viene in mente nei ricordi è lo scat di Ella in Stompin’ at the Savoy che canta insieme a Louis Amstrong, ricordo Night and Day nei vinili di mia mamma, le Ballad come Solitude o Yesterday’s, e come non ricordare il Natale con Dream a little dream of me.

Per questo, io e Monica, con entrambe i nostri ricordi e con il nostro bagaglio di studio ed esperienza nella Tecnica della Voce, abbiamo deciso di mettere a confronto queste due grandissime interpreti. Sì perché, Mina ed Ella, entrambe con una carriera musicale di quasi 60 anni, sono state due pioniere della Tecnica e dell’interpretazione Vocale. Mina Mazzini ed Ella Fitzgerald sono modello ed esempio per eccellenza di come la Voce, nella sua velocità ed estensione, diventi un vero e proprio strumento musicale.

Non perdetevi la nostra divertente ed interessante conversazione su la vita e il percorso musicale di queste due interpreti intramontabili. Ecco il link:

https://fb.watch/4tsWdnNo23/