“…. E’ notte : solo ora si destano

tutti i canti degli amanti.

Anche l’anima mia

è il canto di un amante.”

F.Nietzsche, Così parlò Zarathustra

Ero a lezione con Sara, una mia allieva, e stavamo studiando la traduzione e facendo l’analisi del testo di Shallow, canzone di successo planetario scritta da Lady Gaga per il film A star is born. Nella mia opinione è molto importante fare le analisi dei testi dei pezzi da interpretare perché credo che questo approccio sia la prima via per interiorizzare il brano e capirne la sua complessità. Ed ecco che è arrivata l’ispirazione a questo nuovo articolo.

Shallow è un invito all‘intimità in una relazione, è un’ esortazione ad abbandonare la superficie ed andare in profondità insieme al partner. In una intervista in merito a questo brano Lady Gaga afferma: ” Non vorrei amare in modo superficiale, ma lo sono. Vorrei vedermi sprofondare in acque molto più profonde. Credo che dovremmo tutti prenderci per mano e tuffarci insieme, addentrandoci nelle oscure profondità dell’Oceano. ” Secondo la cantante il problema è il presente. Oggi, troppo presi dalla tecnologia, dai cellulari, dalla vita frenetica e dagli impegni, non ci prendiamo quel tempo necessario per soffermarci ed andare in profondità nelle relazioni.

Niente di più vero. Gustave Flaubert, però, ci insegna che il problema di cui parla Lady Gaga, è un problema che esiste da sempre. In Lettere d’Amore a Louise Colet scrive:

Avrei potuto amarti in modo più piacevole per te. Infatuarmi della superficie e restar là. E’ quello che hai voluto a lungo. Ebbene no, io sono andato fino al fondo. Non ho ammirato quello che tu mostravi, che tutti potevano vedere, che stupiva il pubblico. Sono andato al di là e ho scoperto i tesori. Un uomo che tu avessi sedotto e dominato non si godrebbe come me il tuo cuore in ogni tuo recesso. Quello che provo per te è un frutto d’estate dalla buccia liscia, che cade dal ramo al minimo soffio e sparge sull’erba il suo succo vermiglio. Ha a che fare con il tronco, con la scorza dura come una noce di cocco, o guarnita di spine come fichi d’India. Fa male alle dita ma contiene del latte.”

Quello che ha spinto Flaubert ad amare davvero la sua Louise è stato il coraggio. Ha affrontato la paura del rifiuto e alla fine ha trovato i tesori della sua amata. Per acquisire questo coraggio però è necessario conoscere noi stessi, scendere nei nostri abissi, accettare ogni sfumatura delle nostre oscurità, e quando questo avviene, ecco che arriva la luce.

Per comprendere meglio questo concetto basta ascoltare Cu’mme di Enzo Gragnaniello. Famosissima la versione di Roberto Murolo e Mia Martini.

“… ah comme se fa

a da’ turmiento all’anema

Ca vo’ vula’

Si tu nun scinne a ffonne

Non o puo’ sape’…. “

La metafora del mare come la Vita che ci insegna in questa scuola chiamata Terra. Per essere felici e volare dobbiamo prima andare in fondo negli abissi . Questo fa paura, ma se facciamo come Flaubert, trasformiamo la nostra paura in coraggio e, allora, troveremo i tesori.

Come scrive Bert Hellinger : E con coraggio addentrati a scoprire il tesoro nascosto nel tuo malessere. I tesori più preziosi vengono custoditi dal drago più terribile. Per raggiungere i tesori, bisogna andare dal drago…. e baciarlo.